1-2]
Esterno giorno. In una piccola radura, che si apre all'interno
di un’intricata foresta, un cervo viene trafitto da una
rudimentale lancia. Sullo sfondo scorgiamo il cacciatore “fotografato”
nella posa del lancio del giavellotto. La scena si svolge all’età
della pietra ma il cacciatore, nonostante l'aria selvaggia e l'abbigliamento
primitivo (un rozzo slip di pelle), mostra già i tratti
somatici dell’homo sapiens.
3]
Il cacciatore si avvicina con aria soddisfatta al cervo e si accinge
a recuperare la preda.
4]
Ravvicinata su un’enorme piedone (incredibilmente peloso
e sproporzionato, ma indubbiamente umano) che si posa pesantemente
sul cadavere del cervo. Le mani del cacciatore si bloccano a mezz’aria
un attimo prima di poter afferrare la bestia.
5]
Carrellata indietro. Scopriamo il proprietario del piedone: un
gigantesco cavernicolo dall'aspetto scimmiesco. È un uomo
di Neanderthal grande quasi il doppio del cacciatore e gli ringhia
contro con fare rabbioso. Ha sollevato il cervo con una mano e
con l’altra si batte il petto, rivendicandone il possesso.
6]
Il cacciatore non ci sta e si scaglia sul nuovo arrivato. I due
si avvinghiano in una lotta corpo a corpo.
TAV.
2
1,
2, 3, 4 sulla prima striscia:
Le vignette vanno restringendosi gradualmente. Nella 1 vediamo
il Neanderthaliano sopraffare il cacciatore. È riuscito
a metterlo con le spalle a terra e lo tempesta di pugni. Nella
2 stringiamo un pò l'inquadratura sul cacciatore che, annaspando
nel terreno, afferra una grossa pietra acuminata. Nella 3, in
dettaglio, la mano del cacciatore solleva la pietra stringendola
con forza. La 4 (la più stretta) è completamente
vuota eccetto che per un'onomatopea e uno schizzo di sangue che
parte dal centro della vignetta verso le estremità.
5]
Il cacciatore ha battuto il Neanderthaliano; si allontana dal
corpo esanime dell’energumeno per tornare verso la sua preda
e lascia cadere dalla mano il sasso insanguinato che ha risolto
l’incontro in suo favore. Ha l’aria stanca ed è
visibilmente provato della lotta.
6]
La parte alta della vignetta è occupata dall'onomatopea
di un ruggito. Sotto, in primo piano, il cacciatore è chino
sulla preda, immobile, quasi congelato nell’atto di raccoglierla.
L’espressione del viso è quasi buffa nella sua rassegnata
consapevolezza; guarda verso di noi inarcando le sopracciglia
quasi a chiederci “E adesso che altro succede?”. Ma
in realtà lo sa benissimo, ha riconosciuto il ruggito della
tigre dai denti a sciabola. Ed infatti vediamo l'animale ergersi
su una roccia dietro di lui pronto a lanciarsi addosso al cacciatore.
7-8] Stacco: il sole tramonta all’orizzonte
dietro le montagne, mentre sotto, della foresta scorgiamo, in
panoramica, solo la cima degli alberi da cui si libra in volo
qualche uccello. E’ una scena molto rilassante in contrasto
con le precedenti; da questa distanza la foresta sembra tranquilla
e non abbiamo idea di cosa avviene al suo interno.
TAV.
3
1-2]
Spostiamo l’inquadratura, su un’altura che sovrasta
la foresta, una donna (nella fattispecie, una bella donna; indossa
un rozzo costume in due pezzi in pelle d’animale che lascia
intravedere forme da capogiro) accanto ad una caverna, scruta
con ansia l’intrico di alberi sottostante cercando traccia
del suo uomo. Essendo questa vignetta essenzialmente un campo
lungo, sarebbe difficile mostrare l’ansia sul viso della
donna e quindi rimediamo con un piccolo riquadro sul bordo superiore
destro della vignetta in cui vediamo appunto, il volto ansioso
di lei. Occhio al sole; deve tramontare alle spalle della donna.
Ora capirai perché.
3-4]
Vignetta verticale. L'inquadratura si sposta alle spalle della
donna che si trova ancora sul bordo dell'altura sovrastante la
foresta; si tratta quasi di una soggettiva del cacciatore che
è finalmente riuscito a tornare a casa: la sua lunga ombra
si allunga sul terreno da noi fino ai piedi della donna che si
volta proprio in questo momento nella nostra direzione.
5-6]
Vignetta verticale. Stavolta la soggettiva è della donna:
il cacciatore è sempre malconcio (adesso presenta anche
numerose artigliate sul petto, lasciategli dalla tigre) ma soddisfatto.
Porta il cervo sulle spalle e trascina anche il cadavere della
tigre per la coda. E’ sfinito ma ha ancora la forza di sorridere
alla sua compagna.
7-8]
Vignetta verticale. Lei si lancia tra le braccia del suo uomo
che abbandona la cacciagione per stringerla a sé. I due
si baciano appassionatamente alla tenue luce del tramonto alle
loro spalle. In basso la vignetta va dissolvendosi come nebbia
al sole e da FC arriva una voce.
TAV.
4
1-2]
Stacco: ci troviamo nell'Eden, proprio il Paradiso Terrestre descritto
nella Bibbia. Adamo (è lui il cacciatore protagonista della
nostra storia, ma contrariamente a come appariva nel sogno, poichè
di sogno si trattava, adesso ha l'aspetto più ordinato
e in generale l’aria meno selvatica) riapre gli occhi con
un espressione quasi di rammarico. Non è propriamente felice
di essere ritornato alla realtà. Eva (anche lei appare
leggermente differente dal sogno; adesso è meno prosperosa
e incarna una bellezza più eterea) sorride amorevolmente
mentre gli passa una mano fra i capelli. Lui è sdraiato
sulla schiena e poggia la testa sul grembo di lei che è
accosciata alle sue spalle (trovandosi nell'Eden, adesso i due
sono completamente nudi ma, paradossalmente, apparivano più
sensuali prima, coperti di pelli, che ora senza niente addosso).
| EVA |
Svegliati
Adamo! Da un po’ di tempo a questa parte non fai che
dormire. |
3-4]
Vignetta verticale. Allarghiamo l’inquadratura e vediamo
che Adamo ed Eva sono stesi ai piedi di un rigogliosissimo albero
dal largo fusto al centro di un magnifico prato che pare non avere
nulla a che fare con l’insidiosa foresta del sogno. Accanto
a loro riposano anche due leoni dall’aria mansueta (a dimostrazione
di ciò, Eva accarezza la criniera di uno di essi). Adamo
evita lo sguardo di Eva e rimugina cupo sul sogno appena terminato.
| EVA |
Facciamo
una corsa? |
| ADAMO |
Non
ne ho voglia. |
| EVA |
Allora
andiamo al lago. Potremmo nuotare un po’ e poi stenderci
sulle rocce ad aspettare il tramonto. |
| ADAMO |
Magari
più tardi. |
5]
PP di Adamo sempre più malinconico e perso nei suoi pensieri.
Dietro scorgiamo appena Eva che appare scocciata dal suo comportamento.
| EVA |
Ma
che hai? Non ti diverte più niente. Si può
sapere che ti succede? |
| ADAMO |
Non
è nulla, lascia perdere. |
6]
Rapida carrellata all’indietro: è una giornata stupenda
(nel Paradiso Terrestre non piove mai), nuvole soffici come panna
montata si rincorrono nel cielo. Al centro del prato (li vediamo
in lontananza ma comunque riconoscibili) Adamo si volta verso
Eva.
FINE
TAVOLE
(Disegni di Stefano Sabati)
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TAV.
1 |
TAV.
2 |
TAV.
3 |
TAV.
4 |
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