- EREDITÀ
- (3 TAV.)
- VAMPIRUS
- (8 TAV.)

SOGNI E BISOGNI
(A fine pagina le tavole realizzate da Stefano Sabati)

TAV. 1

1-2] Esterno giorno. In una piccola radura, che si apre all'interno di un’intricata foresta, un cervo viene trafitto da una rudimentale lancia. Sullo sfondo scorgiamo il cacciatore “fotografato” nella posa del lancio del giavellotto. La scena si svolge all’età della pietra ma il cacciatore, nonostante l'aria selvaggia e l'abbigliamento primitivo (un rozzo slip di pelle), mostra già i tratti somatici dell’homo sapiens.

3] Il cacciatore si avvicina con aria soddisfatta al cervo e si accinge a recuperare la preda.

4] Ravvicinata su un’enorme piedone (incredibilmente peloso e sproporzionato, ma indubbiamente umano) che si posa pesantemente sul cadavere del cervo. Le mani del cacciatore si bloccano a mezz’aria un attimo prima di poter afferrare la bestia.

5] Carrellata indietro. Scopriamo il proprietario del piedone: un gigantesco cavernicolo dall'aspetto scimmiesco. È un uomo di Neanderthal grande quasi il doppio del cacciatore e gli ringhia contro con fare rabbioso. Ha sollevato il cervo con una mano e con l’altra si batte il petto, rivendicandone il possesso.

6] Il cacciatore non ci sta e si scaglia sul nuovo arrivato. I due si avvinghiano in una lotta corpo a corpo.

 

TAV. 2

1, 2, 3, 4 sulla prima striscia:
Le vignette vanno restringendosi gradualmente. Nella 1 vediamo il Neanderthaliano sopraffare il cacciatore. È riuscito a metterlo con le spalle a terra e lo tempesta di pugni. Nella 2 stringiamo un pò l'inquadratura sul cacciatore che, annaspando nel terreno, afferra una grossa pietra acuminata. Nella 3, in dettaglio, la mano del cacciatore solleva la pietra stringendola con forza. La 4 (la più stretta) è completamente vuota eccetto che per un'onomatopea e uno schizzo di sangue che parte dal centro della vignetta verso le estremità.

RUMORE CRUNCH

5] Il cacciatore ha battuto il Neanderthaliano; si allontana dal corpo esanime dell’energumeno per tornare verso la sua preda e lascia cadere dalla mano il sasso insanguinato che ha risolto l’incontro in suo favore. Ha l’aria stanca ed è visibilmente provato della lotta.

6] La parte alta della vignetta è occupata dall'onomatopea di un ruggito. Sotto, in primo piano, il cacciatore è chino sulla preda, immobile, quasi congelato nell’atto di raccoglierla. L’espressione del viso è quasi buffa nella sua rassegnata consapevolezza; guarda verso di noi inarcando le sopracciglia quasi a chiederci “E adesso che altro succede?”. Ma in realtà lo sa benissimo, ha riconosciuto il ruggito della tigre dai denti a sciabola. Ed infatti vediamo l'animale ergersi su una roccia dietro di lui pronto a lanciarsi addosso al cacciatore.

RUMORE RROARRR


7-8] Stacco: il sole tramonta all’orizzonte dietro le montagne, mentre sotto, della foresta scorgiamo, in panoramica, solo la cima degli alberi da cui si libra in volo qualche uccello. E’ una scena molto rilassante in contrasto con le precedenti; da questa distanza la foresta sembra tranquilla e non abbiamo idea di cosa avviene al suo interno.

 

TAV. 3

1-2] Spostiamo l’inquadratura, su un’altura che sovrasta la foresta, una donna (nella fattispecie, una bella donna; indossa un rozzo costume in due pezzi in pelle d’animale che lascia intravedere forme da capogiro) accanto ad una caverna, scruta con ansia l’intrico di alberi sottostante cercando traccia del suo uomo. Essendo questa vignetta essenzialmente un campo lungo, sarebbe difficile mostrare l’ansia sul viso della donna e quindi rimediamo con un piccolo riquadro sul bordo superiore destro della vignetta in cui vediamo appunto, il volto ansioso di lei. Occhio al sole; deve tramontare alle spalle della donna. Ora capirai perché.

3-4] Vignetta verticale. L'inquadratura si sposta alle spalle della donna che si trova ancora sul bordo dell'altura sovrastante la foresta; si tratta quasi di una soggettiva del cacciatore che è finalmente riuscito a tornare a casa: la sua lunga ombra si allunga sul terreno da noi fino ai piedi della donna che si volta proprio in questo momento nella nostra direzione.

5-6] Vignetta verticale. Stavolta la soggettiva è della donna: il cacciatore è sempre malconcio (adesso presenta anche numerose artigliate sul petto, lasciategli dalla tigre) ma soddisfatto. Porta il cervo sulle spalle e trascina anche il cadavere della tigre per la coda. E’ sfinito ma ha ancora la forza di sorridere alla sua compagna.

7-8] Vignetta verticale. Lei si lancia tra le braccia del suo uomo che abbandona la cacciagione per stringerla a sé. I due si baciano appassionatamente alla tenue luce del tramonto alle loro spalle. In basso la vignetta va dissolvendosi come nebbia al sole e da FC arriva una voce.

VOCE da FC ADAMO

 

TAV. 4

1-2] Stacco: ci troviamo nell'Eden, proprio il Paradiso Terrestre descritto nella Bibbia. Adamo (è lui il cacciatore protagonista della nostra storia, ma contrariamente a come appariva nel sogno, poichè di sogno si trattava, adesso ha l'aspetto più ordinato e in generale l’aria meno selvatica) riapre gli occhi con un espressione quasi di rammarico. Non è propriamente felice di essere ritornato alla realtà. Eva (anche lei appare leggermente differente dal sogno; adesso è meno prosperosa e incarna una bellezza più eterea) sorride amorevolmente mentre gli passa una mano fra i capelli. Lui è sdraiato sulla schiena e poggia la testa sul grembo di lei che è accosciata alle sue spalle (trovandosi nell'Eden, adesso i due sono completamente nudi ma, paradossalmente, apparivano più sensuali prima, coperti di pelli, che ora senza niente addosso).

EVA Svegliati Adamo! Da un po’ di tempo a questa parte non fai che dormire.

3-4] Vignetta verticale. Allarghiamo l’inquadratura e vediamo che Adamo ed Eva sono stesi ai piedi di un rigogliosissimo albero dal largo fusto al centro di un magnifico prato che pare non avere nulla a che fare con l’insidiosa foresta del sogno. Accanto a loro riposano anche due leoni dall’aria mansueta (a dimostrazione di ciò, Eva accarezza la criniera di uno di essi). Adamo evita lo sguardo di Eva e rimugina cupo sul sogno appena terminato.

EVA Facciamo una corsa?
ADAMO Non ne ho voglia.
EVA
Allora andiamo al lago. Potremmo nuotare un po’ e poi stenderci sulle rocce ad aspettare il tramonto.
ADAMO Magari più tardi.

5] PP di Adamo sempre più malinconico e perso nei suoi pensieri. Dietro scorgiamo appena Eva che appare scocciata dal suo comportamento.

EVA
Ma che hai? Non ti diverte più niente. Si può sapere che ti succede?
ADAMO Non è nulla, lascia perdere.

6] Rapida carrellata all’indietro: è una giornata stupenda (nel Paradiso Terrestre non piove mai), nuvole soffici come panna montata si rincorrono nel cielo. Al centro del prato (li vediamo in lontananza ma comunque riconoscibili) Adamo si volta verso Eva.

ADAMO Ti va’ una mela?

 

FINE


TAVOLE
(Disegni di Stefano Sabat
i)

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